Depressione stagionale: ecco l’autunno col suo blues

Con le giornate corte e fredde, in chi è predisposto, può comparire la depressione stagionale. Fra le caratteristiche del disturbo, la tendenza a mangiare di più, soprattutto carboidrati.

Arriva puntualmente ogni autunno-inverno. Adesso ci siamo in pieno come periodo, è la depressione stagionale. Tristezza autunnale e d’inverno.

I FATTORI DI RISCHIO

Per fortuna non succede a tutti. Come per gli altri disturbi dell’umore e affettivi il SAD (il Disturbo Affettivo Stagionale) si instaura se la persona ha una predisposizione biologica, una vulnerabilità che lo rende fragile davanti alle giornate più corte, più buie, più fredde.
Secondo il National Institute of Mental Health americano, i fattori di rischio per la depressione stagionale (esiste anche quella per l’estate) sono l’età, il sesso, la distanza dall’equatore e una storia di depressione o altri disturbi dell’umore. Per l’età gli studi hanno dimostrato che sono più predisposti i giovani adulti (in misura di 2 a 1) e per il sesso le donne si ammalano più degli uomini (quattro volte di più, secondo alcune ricerche).

COME SI MANIFESTA LA DEPRESSIONE STAGIONALE

Tra i sintomi vengono riportati in particolare un senso di stanchezza che si cerca di alleviare con l’ipersonnia, umor nero cronico, un forte desiderio di carboidrati, che possono condurre a un aumento di peso eccessivo. La depressione stagionale può interferire pesantemente sulla produttività e sul proprio modo di vivere giorno per giorno quando i sintomi – se accentuati – possono impedire alla persona di uscire di casa, di vedere gente, di impegnarsi in una delle normali attività che normalmente lo interessavano.

LA FOTOTERAPIA CONTRO IL WINTER BLUES

Che fare contro la mancanza di spinta, la sensazione di inutilità, una stanchezza debilitante?

Una prima risposta potrebbe essere una lampada. Non quella di Aladino, ma un’altra che potrebbe non far miracoli, ma alleviare la vostra tristezza sì. Se alla base dello scatenarsi della depressione stagionale nel grigio autunno-inverno è l’insufficienza di sole, si può contrattaccare con la terapia della luce, detta anche fototerapia.

È fondamentale consultare il proprio medico curante o uno specialista ed evitare il fai-da-te, sia per la scelta della lampada che per le modalità di esposizione. Gli specialisti suggeriscono, in generale, che sia piuttosto grande, fluorescente e meglio di luce bianca (o anche blu, ma mai gialla). Il dato tecnico fondamentale è che l’attrezzo generi almeno diecimila lux e che sia apposito per il trattamento della depressione stagionale e non per altri fini (molte, per esempio, al fine di curare la psoriasi o altre affezioni della pelle), che siano adeguate sul profilo della sicurezza (con filtri UV, che non danneggino occhi e pelle, ad esempio).

La lampada terapeutica va comunque integrata dalla «caccia al sole» appena ce n’è un po’, con camminate all’aperto, fuori dai coni di ombra.

CONTROLLARE LA DIETA

La ricerca ha rivelato che le persone sofferenti di Sad tendono a consumare più carboidrati, soprattutto dolci e alimenti ricchi di amido, e, comunque, a mangiare di più (al contrario di quanto avviene nella depressione classica). Dunque, è necessario imporsi un controllo dietetico per non ingrassare. Un altro micronutriente, invece, viene a mancare: con sempre meno sole il nostro corpo non riesce a produrre la vitamina D. Sempre dalla ricerca viene l’indicazione che se la vitamina D aumenta nel nostro organismo diventa più facile porre un argine alla depressione stagionale.

PSICOTERAPIA E FARMACI

E l’esercizio fisico? Farebbe benissimo, ma chi ha il morale a terra tutto vuole fuorché muoversi. Eppure sarebbe di grande aiuto anche una piccola passeggiata non tutti i giorni, come risulta da alcuni studi.
In ogni caso la forma stagionale si può curare come la depressione generale: si è dimostrata valida la psicoterapia cognitivo-comportamentale così come sono efficaci i farmaci antidepressivi.

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Fonte: www.fondazioneveronesi.it

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